Regione ecclesiastica Calabria

La storia

​​Nel periodo tardoantico Calabria era il territorio compreso tra la vasta area di Bari e di Capo di Leuca, cioè il Salento. Unita all’Apulia in età dioclezianea, coincideva con il territorio della II Regio, secondo la divisione attuata da Augusto. I bizantini istituirono, nel VII sec., il ducato di Calabria, che comprendeva sia la Calabria antica da cui prendeva nome, sia l’attuale. Perciò, dopo la conquista longobarda di gran parte del Mezzogiorno e fino all’VIIIIX sec., il ducato includeva i possedimenti rimasti sotto la dominazione bizantina nel Salento e nell’odierna Calabria: il nome rimase a quest’ultima dopo che i bizantini inquadrarono l’intera Puglia nella provincia, o tema, di Longobardia. Nella citata ristrutturazione imperiale l’etnico e l’attuale Basilicata, formavano, rispettivamente, la III Regio e la provincia di Lucania et Bruttii come unico territorio. Il substrato religioso, anteriore e sotteso alla introduzione del cristianesimo, a livello generale, va individuato in quelle linee di tendenza tra tradizioni magnogreche e panelleniche e culti locali su due piani: da una parte i culti ufficiali della polis, che hanno nel santuario di Hera Lacinia a Crotone, e nel Persephonion e in tutte le più importanti sedi culturali dell’area cittadina, a Locri, gli esempi più alti;
dall’altra le correnti di religiosità misterica rappresentative delle tre grandi religioni elleniche, il cui influsso è stato più forte sulla spiritualità del mondo mediterraneo: la tradizione religiosa e filosofico-scientifica del pitagorismo, dell’orfismo e del dionisismo, quest’ultima nella dimensione mistico- orgiastica del back henein, come attestato nel territorio bruzio dal famoso decreto de Bacchanalibus del 186 a.C. proveniente dal territorio di Tiriolo. Scarsa, invece, allo stato delle ricerche, la diffusione nell’attuale Calabria (Bruzio) di età imperiale romana dei culti orientali attestati in Occidente, a differenza del largo coinvolgimento di vicine regioni come la Sicilia e la Campania;
al contrario quelli egiziani sono localizzati solo a Locri e Reggio. Indizi insufficienti, ma tendenti a lasciar supporre una certa chiusura ai culti provenienti dall’Oriente, proprio in coincidenza dell’apertura al messaggio cristiano. In effetti una prima documentata presenza cristiana in regione è data da At 28,13. 

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