Le origini

Le Confraternite, esistenti fin dall'epoca romana, subirono un'evoluzione in epoca carolingia. Nel X secolo alle Confraternite appartenevano solo persone di ambito ecclesiastico. Le prime Confraternite erano composte dal clero della città, mentre per quelle formate da laici, si inizia ad avere prove sicure solo nel XII secolo, nel pieno vigore dell'epoca comunale in Italia.

A seconda dell'importanza della Confraternita, i membri si ritrovavano (e si ritrovano ancor oggi) in una Chiesa consacrata, o in una cappella, o un oratorio, per compiere le liturgie religiose cattoliche prescritte analiticamente dal Vescovo della Diocesi competente, sotto la guida di un Maestro della Confraternita e comunque sempre di un Sacerdote diocesano.

Durante questi incontri spesso venivano, e vengono lette ancora oggi, le sacre Scritture in lingua italiana e venivano fatte delle rappresentazioni della sacra Scrittura per il popolo, spesso analfabeta soprattutto in materia religiosa.

Oltre a queste pratiche, i Confratelli avevano ed hanno specialmente il compito di assistere gli infermi, del suffragio dei defunti, di organizzare i funerali cattolici dei morti, soprattutto se con pochi mezzi economici, di provvedere alla carità verso i poveri e gli stranieri, di raccogliere somme da destinare alle elemosine per gli orfani o di provvedere alla dote delle ragazze prive di una minima possibilità economica; inoltre facevano, un tempo, grande assistenza religiosa ai condannati a morte ed ai carcerati.

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