Regione ecclesiastica Lazio

La storia

La particolare complessità dell’attuale organizzazione ecclesiastica della regione Lazio, oltre ad essere il frutto della stratificazione storica avvenuta lungo il corso dei secoli, dipende anche dal fatto che la stessa regione civile del Lazio è il risultato di un’organizzazione amministrativa recente, che contraddice in diversa misura gli antichi dati storici. Attualmente costituita da ventuno diocesi, l’attuale territorio della sua regione ecclesiastica – incluse le isole Ponziane (Gaeta) – ha i confini che coincidono quasi totalmente con quelli dell’omonima regione amministrativa italiana, con l’aggiunta di alcuni comuni della terra marsicana dell’Abruzzo: Morino, Balsorano, Canistro, Civitella Roveto, San Vincenzo Valle Roveto (provincia dell’Aquila), e della Campania: San Pietro Infine e Rocca d’Evandro (provincia di Caserta); con l’esclusione di un comune nel viterbese, Bolsena, e di due nel reatino, Configni e Vaconeri. La decisiva presenza rappresentata dall’enclave dello Stato della Città del Vaticano fa sì che la sua particolarissima situazione pastorale risenta fortemente sia della centralità della città di Roma come sede della diocesi del papa e dei suoi numerosi dicasteri (curia romana), sia come capitale della Repubblica italiana. L’uso del termine «Lazio», se riferito a periodi storici antecedenti all’unità d’Italia, appare pertanto anacronistico, in quanto indicava all’origine solo l’area dell’antico Latium, costituito dai territori che si estendevano a sud di Roma, per 50 miglia dal Tevere al Circeo. Del resto, ancora oggi il suo territorio include, nella parte meridionale, alcune aree che facevano parte dell’antico Regno di Napoli e che, dopo l’unità, continuarono a far parte della Campania, per poi essere aggregate a quella del Lazio in epoca fascista. Nell’area costiera subì questa sorte tutto il tratto che da Terracina si estende verso Minturno, ove si trova Gaeta, per secoli importante piazzaforte del regno meridionale. Inoltre, nel suo territorio erano e sono tuttora presenti non solo realtà differenti fra loro, ma anche originariamente legate a regioni circostanti (come la Toscana, che influenzò non poco la Tuscia romana, ovvero il Patrimonio di San Pietro), oltre a registrare l’importante presenza delle diocesi suburbicarie e delle abbazie territoriali. Il termine «suburbicario», che nella sua accezione giuridica indicava i distretti limitrofi al territorio di Roma, fu usato anche per indicare le sedi episcopali adiacenti all’Urbe.

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