Regione ecclesiastica Liguria

La storia

I - Dalle origini al X sec.

Il territorio di quella che oggi chiamiamo Liguria costituiva la IX Regio italica dell’impero romano. Era attraversata da importanti strade romane, come la via Aemilia Scauri e la Julia Augusta. Inoltre la via Postumia congiungeva il Tirreno all’Adriatico. Fu questo l’ambiente geografico dell’epoca della prima evangelizzazione. Zona costiera, con diversi porti di facile accesso, è molto probabile che il cristianesimo vi sia giunto presto. Dal territorio di Luni fino a Intemelium, dalla seconda metà del III sec. andarono formandosi le prime comunità cristiane, sia pure con disuguale intensità e formazione. Le prime testimonianze sono iscrizioni tombali cristiane della zona di Finale Ligure. I primi vescovi di cui sono documentati la vita e il servizio pastorale sono i vescovi Diogene di Genova, che partecipò al concilio di Aquileia del 381, Innocenzo di Tortona, Quintius di Albenga (451) e Felice di Luni, che partecipò ai concili romani del 465 e 466. L’eventuale presenza di Martino di Tours nell’isola di Gallinaria farebbe anticipare di un secolo la documentazione della presenza cristiana in territorio ligure. È sufficientemente acquisito per Genova che vi furono dei vescovi almeno dall’inizio del IV sec., tra cui san Siro, a cui la tradizione attribuisce una forte attività di apostolato cristiano. Con le invasioni barbariche, il quadro mutò progressivamente. Il primo inserimento dei longobardi in Italia a partire dal 568 non toccò la fascia costiera e la dorsale appenninica del territorio oggi chiamato Liguria. Il 3 settembre 569, Alboino e i suoi occupavano Milano togliendola ai bizantini: l’arcivescovo Onorato con il clero della cattedrale e alcuni notabili laici valicarono l’Appennino lungo la via Postumia e trovarono rifugio a Genova. Nel 643 il re Rotari, approfittando del fatto che i bizantini erano occupati a contrastare l’espansione araba, conquistò tutta la fascia costiera. L’arcivescovo di Milano Giovanni Buono, residente a Genova, lasciò la città e non senza superare divergenze rientrò nella sede milanese. La Chiesa genovese mantenne il legame con Milano, come sede suffraganea. In epoca carolingia, in Liguria si distinse per zelo e capacità pastorale il vescovo Sabatino, che partecipò al sinodo di Ravenna. Convocato da papa Giovanni VIII, accolse il pontefice a Genova nella primavera dell’878 e fece da collegamento tra il papa e la corte imperiale.

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