Abito confraternale

Arciconfraternita di S. Caterina da Siena - Diocesi di Roma

Roma

 

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Abito confraternale - (Lazio)

  • Arciconfraternita di S. Caterina da Siena

    Si può far risalire sin dal tempo della nascita della Confraternita quanto è prescritto al cap. 3 dell'Appendice di quello Statuto, e fino ad oggi tramandato, in merito al "vestiario" di ogni confratello. Dopo l'avvertenza che esso "deve essere uguale per tutti: ogni difformità sia nel genere sia nella forma è vietata", si legge che: "Questo consiste in un sacco di tela bianca escluso il velluto, e altro genere trasparente, di una mozzetta di scottino bianco orlato di lana nera con asole e bottoni neri, e stemma della Santa Protettrice semplicemente stampato e ricoperto di talco circondato da una frangetta di seta nera. In un collare di tela simile a quella del sacco pieghettato liscio, escluso il merletto nonché ogni spizzo e ricamo. E finalmente in un cordone con fiocco di mediocre grandezza".

    Si pensa che la mozzetta fosse, in seguito, per qualche motivo caduta in disuso, o non più consentita se, nel 1780, l'Arciconfraternita ha avanzato l'istanza e ottenuto l'autorizzazione di "aggiungere al sacco bianco, per il decoro esteriore dei confratelli, ancora la mozzetta di scottino bianco orlata di fettuccina nera colla impronta del loro Santo titolare".

    Recentemente l'Arciconfraternita ha provveduto a realizzare delle "cappe" per le consorelle - essendo per tradizione previste soltanto quelle dei con-fratelli - da indossare nei particolari momenti dei pii esercizi della pietà popolare.