Abito confraternale

Venerabile Arciconfraternita di S. Maria dell’Orto - Diocesi di Roma

Roma

 

 

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Abito confraternale - (Lazio)

  • Arciconfraternita di S. Maria dell’Orto

    Come è tradizione per le confraternite risalenti al Medioevo, l’abito del Sodalizio è semplicissimo, essenziale, ed è immutato fin dalla fondazione (1492). Consta di un ampio camice o saio di puro cotone naturale, lungo fino alle caviglie, di colore turchino, quello dei cieli più alti, il medesimo che caratterizza il manto della Beata Vergine. Sul petto, a destra, si colloca l’immagine della Madonna dell’Orto circondata da una trina dorata. Dietro al collo pende una “buffa”, ossia un cappuccio che nasconde il viso ma che reca due buchi per gli occhi: serviva per le processioni penitenziali, durante i funerali e per operare la carità in segreto. Ai fianchi un cingolo di “capicciola” o seta ritorta, sempre di colore turchino, con un lungo tratto pendente dal fianco destro e concluso da un ricco fiocco sempre turchino. La parte pendente del cingolo – per umiltà - deve essere posta sulla spalla destra o attorno al collo quando si riceve l’Eucarestia. Al collo una “facciola”, un collare di tela bianca pieghettata che cingendo il collo evidenzia l’obbedienza allo Statuto ed alle leggi della Chiesa: essendo molto visibile deve mostrare a tutti l’obbligo di obbedienza. L’abbigliamento ordinario da indossare sotto l’abito deve essere il più possibile sobrio e decoroso. Sempre a causa della semplicità medievale, non sono ammessi segni di distinzione per i vari Officiali di Primo e Second’ordine, Camerlengo compreso. Tuttavia sono consentiti i soli distintivi di decorazione esclusivamente ecclesiastica come quelli degli Ordini equestri pontifici o di collazione pontificia. L’abito delle consorelle, istituito solo col nuovo Statuto del 1987, consta di una mantellina di cotone turchino, ornata con l’immagine della Madonna dell’Orto. Le donne sono esentate dal collare bianco per puri motivi di praticità.