Abito confraternale

Arciconfraternita Natività di Maria SS. e San Carlo - Diocesi di Acqui

Masone - GE

 

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Abito confraternale - (Liguria)

  • Arciconfraternita Natività di Maria SS. e San Carlo

    L’abito liturgico dei Confratelli, è la cappa bianca, essa indica il rinnovo delle promesse battesimali ed è erede di quella indossata nel 1399 dai “Bianchi” di Provenza; sulla spalla sinistra, così come indicato dalla “Regola di San Carlo”, statuto emanato dal Borromeo per la riforma postridentina delle Confraternite, è ricamata la sigla NMM, acronimo di “Natività di Maria Masone”.
    Il cingolo rosso indica invece il sangue di Cristo ed i nodi alle sue estremità ricordano i flagelli, simbolo di penitenza.
    A seconda delle circostanze e del grado, cambia il colore del "tabarrino" , una corta mantellina di velluto. Il tabarrino è rosso per le funzioni ordinarie, nero per quelle penitenziali, funebri e per i portatori del Crocefisso, blu per i confratelli addetti al trasporto del Gonfalone e per le “Cappe di testa”, ossia i Confratelli che aprono la processione. I tabarrini dei Priori presentano sul fronte una lamina argentata detta "impronta" con l'effige di San Carlo Borromeo.
    I portatori dei Crocefissi, inoltre, portano legato in vita il "mandillo" rosso, il tipico fazzoletto di uso popolare, utilizzato per tergere il sudore durante i lavori di fatica; essi indossano anche lo "scapussu", un cappuccio bianco raggomitolato attorno alla testa utilizzato per proteggersi dal caldo durante le processioni estive. Lo “scapussu” viene inoltre indossato alla processione del Venerdì Santo dai disciplinati (dal nome "disciplina" ossia flagello); anticamente veniva calato sul volto lasciando i solo fori per gli occhi, fu però vietato dalla Repubblica di Genova per motivi di ordine pubblico ed in tempi più recenti, dalle leggi in vigore.