Medaglione della Congrega

Nobile Congrega di Maria SS. del Monte Carmelo - Diocesi di Oppido Mamertina-Palmi

Palmi - RC

 

Sito Web

Facebook

 

 

Medaglione - (Calabria)

  • Congrega di Maria SS. del Monte Carmelo

    La fondazione della Confraternita della Venerabile SS. Maria del Carmine di Palmi, in provincia di Reggio Calabria, risale ai profughi di Messina, che si trovavano in una piccola Chiesetta che fu la primitiva sede di un modesto convento Carmelitano, abolito dalla celebre Bolla d'Innocenzo X del 1652. In passato si credeva che la Confraternita fosse stata fondata nel 1777, finchè lo storico Antonio De Salvo non fissò la data al 1540, assegnando la nascita al Maestro Provinciale Angelo Emiliano. Ma anche questa data risulta errata, perchè la Provincia di Calabria fu creata con lo smembramento di quella Napoletana avvenuta nel 1574 con primo Vicario, lo stesso Emiliano. Risulta corrispondente al vero, invece, che fu rimessa in piedi nel 1737 sotto il Priorato di Mastro Gaetano La Rocca e dal Reverendo sacerdote Don Antonio Attinà, con la data di nascita da ascriversi a circa mezzo secolo prima. Questa Congregazione o Confraternita, fu fondata dalla devozione del Magnifico Tomaso Salvatore, il quale a nome dei Confratelli, supplicando la benignità di Mons. Vescovo di Mileto, l'8 luglio 1689, ne ottenne la dispensa. In tale anno, il giorno del Glorioso Santo Alberto, Patriarca della Religione Carmelitana, cadente il 7 agosto, fu per acclamazione eletto per Capo e Governatore lo stesso Magnifico Salvatore. Dopo, formate le regole da osservarsi nella stessa Congregazione e approvate che forono da Mons. Ill.mo nel mese di ottobre, la scelta del 7 agosto per l'elezione delle cariche era molto importante in quanto risultava essere il giorno della ricorrenza del Patriarca della Religione Carmelitana, cioè Santo Alberto da Trapani. Per i Messinesi il culto verso questo Santo era immenso in quanto si narra che nel 1300, essendo la Città assediata da Roberto, Duca di Calabria, i cittadini, straziati dalla fame, ricorsero a Sant'Alberto, che allora dimorava nella Città, affinché li aiutasse. Dopo che il Santo innalzò le preghiere, comparvero all’orizzonte tre navi cariche di grano che riuscirono ad entrare indisturbate nel porto, malgrado la sorveglianza degli assedianti.