Madonna del Rosario tra Santi Domenicani

Arciconfraternita del SS. Rosario - Arcidiocesi di Bari-Bitonto

Bitonto - (BA)

 

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Pala d’altare - (Puglia)

  • Arciconfraternita SS. Rosario

    Anno di fondazione: 1629

    Città: Bitonto (BA)

    Arcidiocesi: Bari-Bitonto

    Manufatto artistico (tela, affresco, statua, ecc.): Pala d’altare

    Titolo: Madonna del Rosario tra Santi Domenicani

    Dimensioni: 3x2 m

    Anno di esecuzione: 1739

    Autore (con anno nascita e morte): Paolo de Maio (Marcianise 1703 -Napoli 1784)

    Descrizione sintetica dell’opera e del profilo autore: Il dipinto su tela fu commissionato nel 1739 a Paolo de Maio, pittore di inconfondibile formazione solimenesca, quando i lavori di ampliamento della chiesa di San Domenico, inizialmente ad aula unica, portarono alla realizzazione del transetto, e trova collocazione presso l’Altare Privilegiatum destinato al culto perpetuo per la Titolare del sodalizio rosariano, e dal quale si impartiva l’indulgenza plenaria corredata dalle disposizioni penitenziarie vigenti. In quest’opera il De Maio, che fino a quel momento aveva convintamente aderito ai termini puristici del classicismo arcadico sperimentato dal maestro Francesco Solimena con l’uso di equilibrate soluzioni disegnative, si rivolge invece ad assecondare le proposte di Francesco De Mura, le cui ricercate formule disegnative, inserite in una luminosa dimensione atmosferica, tendevano a neutralizzare la violenza degli sbattimenti chiaroscurali solimeneschi al fine di avviare le espressioni figurative verso la confluenza con gli esiti letterari improntati alla riscoperta di momenti idillico-pastorali. L’opera rappresenta il momento incipitario della storia domenicana, ossia l’istituzione del Rosario da parte della Vergine a San Domenico di Guzman, accompagnato da Santa Caterina da Siena (riconoscibile grazie all’attributo del cuore, emblema delle sue lunghe estasi), San Pio V (il Pontefice che istituì la festa del SS. Rosario, riconoscibile dalla tiara papale), e Sant’Agnese da Montepulciano (riconoscibile grazie all’attributo dell’agnello). Sia la centinatura rocaille, sia la teatralizzazione dei 15 misteri del rosario, dipinti entro bendoni, desunti da invenzioni giordanesche, mirano ad enfatizzare la gloria rosariana, ben sintetizzata in basso dal cane ceroforo, Domini canis, aliter animalesco dell’etimo del santo fondatore.