Regione ecclesiastica Umbria

La storia

La regione ecclesiastica Umbria, dopo le variazioni apportate all’assetto diocesano italiano dal decreto della Congregazione per il Clero del 29 settembre 1986, comprende attualmente otto diocesi: l’arcidiocesi metropolitana di Perugia-Città della Pieve con le suffraganee Assisi-Nocera Umbra- Gualdo Tadino, Città di Castello, Foligno e Gubbio;
l’arcidiocesi immediate su - biecta di Spoleto-Norcia e le diocesi immediate subiectae di Orvieto-Todi e Terni-Narni- Amelia. Geograficamente corrisponde più o meno all’omonima regione civile dell’Italia centrale. Soltanto la diocesi di Terni comprende quattro parrocchie, a Configni, Torri in Sabina e Vacone, situate in provincia di Rieti (Lazio);
la diocesi di Orvieto ha due parrocchie a Bolsena, in provincia di Viterbo (anch’esse nel Lazio) e quella di Gubbio sconfina, con tre parrocchie situate in comune di Cantiano, nella provincia di Pesaro (Marche). Nel corso del tempo però i confini dell’Umbria hanno subito molteplici variazioni, tanto che la stessa identità regionale andò perduta per molti secoli. Anticamente territorio degli umbri, fu conquistata nella parte occidentale dagli etruschi e successivamente dai romani (IV-III sec. a.C.) che, con l’apertura della via Flaminia, ne fecero un nodo viario di collegamento tra Roma e l’Adriatico. Nel periodo imperiale la parte a oriente del fiume Tevere apparteneva alla VI Regio (Umbria), comprendente anche, al di là degli Appennini, parte delle attuali Marche, mentre i territori di Perugia e Orvieto, a occidente del Tevere, erano inseriti nella VII Regio (Etruria o Tuscia), e Norcia, a oriente del fiume Nera, era aggregata alla IV Regio (Samnium). Con Diocleziano l’Umbria cisappenninica e la Tuscia formarono un’unica provincia, Tuscia et Umbria. 

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Le Opere  Artistico/Liturgiche
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